Josè Luis Sànchez Vera

Atletico Madrid

Per fare il calciatore non conta solo giocare a calcio, bensì anche altri fattori.Prima cosa bisogna essere una persona equilibrata.

      L’INTERVISTA

FRIENDS OF WE LOVE FOOTBALL

Vi presentiamo i protagonisti che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia del torneo internazionale di calcio giovanile U-15 We Love Football: oggi ci trasferiamo in Spagna, dove abbiamo parlato con l’allenatore Josè Luis Sànchez Vera, nel 2016 vincitore della prima edizione del torneo con l’Atletico Madrid a fianco del capo allenatore Juan Josè Rodriguez.
In quel torneo l’Atletico Madrid partì nel girone B con Inter, Bologna e Lokomotiv Zagabria e lo passò come prima, in semifinale incontrò il Torino, battuto per 3 a 1 e poi in finale ebbe la meglio sul PAOK Salonicco, vincendo 3 a 1 con gol di Navarro, Martinez e Perez.
La scuola calcio dei colchoneros mise in luce tantissimi giovani talenti, da Victor Mollejo a Cedric Teguia, quella selezione Under 15 rappresentava al meglio tutto il talento prodotto nella Cantera rojiblanca.

Jose Luis, come stai? Di cosa ti occupi ora?

“Ciao a tutti! Sto bene grazie, sto continuando a lavorare per l’Atletico Madrid, per me qui è il quarto anno consecutivo. Personalmente questo Club rappresenta una seconda casa, mi trovo benissimo, hanno tutti a cuore i tuoi affetti personali e ti fanno sentire come fossi parte di una grande famiglia. Li ringrazio davvero per la fiducia che continuano a riservarmi e per le esperienze professionali che mi offrono.

Attualmente sono il responsabile del dipartimento di analisi dell’accademia dell’Atletico, dove lavorano con me altri 3 analisti e con i quali stiamo sviluppando un progetto unico e innovativo in Europa. Ci occupiamo dal punto di vista dell’analisi dello sviluppo delle nostre squadre con l’obiettivo di creare il maggior numero di calciatori professionisti possibile. Allo stesso tempo sono allenatore della prima squadra femminile che gioca nella “Primera Divisiòn” spagnola, squadra che ha vinto negli ultimi anni il titolo di campione di Spagna e altri titoli europei. In Woman Champions League abbiamo superato la fase eliminatoria contro il Manchester City e siamo usciti agli ottavi contro il Wolfsburg. In Copa della Reìna siamo ai quarti dopo aver superato il Malaga. Sono molto attaccato a questa realtà che lavora benissimo e con grande attenzione nel calcio, per questo sono felice di farne parte”

Se ti dico “We Love Football”?

“La prima cosa che mi viene in mente sono ricordi molto belli. Abbiamo passato una settimana intera in un ottimo ambiente, tutti ci hanno trattato davvero bene. In campo fu un inizio di torneo complicato, dovevamo ovviamente ancora prendere confidenza con tutto, col passare del tempo però abbiamo preso fiducia e il resto sono stati tutti momenti fantastici. Ho sempre in testa la finale allo Stadio Dall’Ara e tutte le emozioni che hanno vissuto i nostri ragazzi nel vincere poi un torneo così importante”

L’emozione più bella?

“Varie. L’ultima partita della fase a gironi, per esempio, dove grazie al pareggio del Bologna con l’Inter – considerata la favorita – noi passammo il turno che ci diede la possibilità di andare a giocare al Dall’Ara, che era il nostro obiettivo primario. Fu un momento bello, così come magico fu anche il momento quando entrammo per la prima volta allo stadio: un impianto architettonicamente e culturalmente imponente e molto bello. E infine il “Pasillo de Honor” che riservammo al PAOK che avevamo sconfitto in finale, un gesto che ricorderò per sempre”

Cosa ne pensi di We Love Football?

“Noi giocammo la prima edizione e già allora pensammo che potesse essere una delle migliori competizioni giovanili d’Europa. Il migliore per quanto riguarda le categorie U15/U14: un torneo con una struttura di mezzi e un dispiegamento di personale impressionante, all’altezza di pochi altri tornei, credo che questo faccia la differenza. Le super strutture che ci hanno ospitato, il fatto che avessimo un tutor sempre a nostra disposizione, l’attenzione mediatica che avevamo, le regole che dovevamo rispettare, la cerimonia d’apertura e quella di chiusura allo stadio sono tutte cose che mi fanno consigliare questo torneo a tutte le società e le squadre che dispongono di questa categoria perché è veramente un’esperienza indimenticabile. Ho conservato in casa alcuni ricordi e oggetti, tra cui anche le foto con la coppa in mano nel centro di Bologna. E’ un torneo che sta crescendo ancora, ospita le migliori squadre del mondo e passando gli anni si toglierà tante soddisfazioni perché se lo merita”

Coach, ci sono tanti giovanissimi calciatori che ci seguono e che vogliono diventare professionisti: tu a loro cosa consigli?

“Primo consiglio chiaramente è che si devono formare interamente a 360 gradi: per fare il calciatore non conta solo giocare a calcio, bensì anche altri fattori. Prima cosa bisogna formarsi come persona, con valori ed educazione, essere una persona equilibrata al momento della pratica sportiva servirà a ottimizzare al meglio il tuo rendimento a quel punto bisogna saper sfruttare la fortuna, le chances e i momenti che arriveranno. E’ complicato, se però quello è il sogno non bisogna perdere di vista la meta e l’obiettivo finale, non bisogna mollare mai. Non scordatevi mai però che per raggiungere alti livelli bisogna allenarsi sempre tutti i giorni, vedere molto calcio in televisione e approfondire ogni dettaglio. I giocatori che riescono a trovare un equilibrio professionale, sportivo ed emozionale un giorno sicuramente avranno più possibilità di arrivare a poter dire “io sono un calciatore”.”

Sul canale #IGTV di We Love Football ci sono le video storie dei giocatori più forti del torneo We Love Football, alcuni nomi: Georgios Vrakas, Victor Mollejo, Cedric Teguia, Nicolò Fagioli…

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