Evaristo Beccalossi

Evaristo Beccalossi

 

12 maggio 1956

Tutto lo stadio
si mise a chiamare il mio nome:
“Evaristo Evaristo Evaristo”

      L’INTERVISTA

I MIEI PRIMI 15 ANNI

Raccontaci il tuo amore per lo Sport

Il mio amore per lo sport nasce da un regalo di mio papà che quando avevo 8 anni mi comprò una biciclettina da corsa, ma dopo i primi allenamenti capì che era uno sport singolo e si faceva troppa fatica. Da quel momento mi spostai sul calcio all’oratorio.

La passione per il calcio quando è arrivata?

La passione per il calcio arrivó quando dalla bicicletta mi spostai sul calcio e iniziai a giocare nel CSI, la squadra dell’oratorio di Brescia, le partite si giocavano 5 contro 5.

Come hai iniziato?

Iniziai andando all’oratorio e di pomeriggio con tutti gli altri ragazzi, sia i più grandi che i più piccoli facevano delle partite.

I tuoi giocatori preferiti?

I miei giocatori preferiti sono stati Cruijff, Sivori, e Rivera mentre quando giocavo il numero 1 era Maradona. Nell’ultima generazione i migliori sono stati Totti, Del Piero, Baggio e Mancini invece i migliori odierni sono Icardi, Belotti, Insigne e il miglior portiere è Buffon.

Quando hai capito che “la cosa stava diventando seria” ?

Dai 12 ai 16 anni giocavo per divertirmi, mentre a 16 anni il Brescia mi fece esordire in serie B contro il Catanzaro, li capí che il calcio sarebbe stata la mia strada.

Il momento più bello, indimenticabile?

Il momento più bello fu quando un’ora prima della partita di Coppa dei Campioni Inter-Real Madrid a San Siro entrai a perlustrare il campo e tutto lo stadio si mise a chiamare il mio nome: “Evaristo Evaristo Evaristo”. Questo è stato il momento che mi ha fatto rivivere tutte le emozioni avute nel mio percorso, soprattutto i sacrifici che mio padre fece per farmi arrivare fino a dove sono arrivato.

La delusione più cocente?

Come in ogni carriera ci sono stati dei momenti positivi e negativi ma le soddisfazioni hanno nettamente prevalso, tanto da farmi dimenticare le delusioni.

Cosa ti ha dato il calcio per la tua vita?

Il calcio mi ha dato tutto  e avere lasciato un buon ricordo sia da uomo che da giocatore mi gratifica molto.

Come lo vivi oggi?

Oggi vivo il calcio soprattutto dall’esterno come attento osservatore facendo televisione cercando di essere io più equilibrato possibile nei giudizi.

Oggi che fai nella vita?

Oggi nella vita mi dedico al libero professionismo facendo televisione e progetti dedicati ai bambini, in oltre faccio attività marketing per gli sponsor.

Un consiglio ai quindicenni di oggi?

Il consiglio che do ai quindicenni di oggi è di giocare divertendosi e cercare le persone giuste per i giusti consigli.

WLF generazione F, che ne pensi?

La WLF è un’ organizzazione positiva perché tutto quello che ha a che fare con i giovani va seguito con grande attenzione avvalendosi di persone preparate, corrette, affidabili e pulite  per la giusta crescita dei ragazzi di oggi, e voi lo state facendo bene.

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