Caro Presidente Gazzoni Frascara

 

CARO PRESIDENTE GAZZONI FRASCARA

La notizia arriva nella chat.
Quella chat in cui, di solito, ci piace ricordare momenti passati con allegria e spensieratezza.
Quella chat che appartiene ad una pagina di storia a tinte rossoblu.
La mano che scrive la terribile notizia è quella del Mister… Ulivieri.
Di solito la sua mano riporta aneddoti simpatici, esilaranti, divertenti… ma questa volta no,purtroppo no…
A leggere quel messaggio ho fatto fatica. L’ho riletto una volta, due volte, tre volte…. forse perché speravo di essermi sbagliato.
In quel preciso istante il tempo, il mio tempo, si è fermato ed ho chiuso gli occhi, entrando in un mondo che appartiene solo a me, privato, profondo ed intimo, nel quale pochissimi possono accedere. Ed è così che i miei sentimenti hanno percorso il viaggio tra cuore e testa, come dei trenini elettrici impazziti che ruotavano intorno al mio corpo in un altalenarsi di emozioni e di ricordi.
Oggi è il momento di aprire una finestrella di questo mio mondo, a tratti introverso ed ermetico per ciò che riguarda la mia sfera personale, e far fuoriuscire ciò che provo di fronte a questa tristissima notizia.
Sarà il racconto del primo mattone sul quale il Grande Presidente costruì un Grande Bologna meritandosi gli incredibili successi di una straordinaria cavalcata vittoriosa.
Era il lontano 1993 quando, appena vinta la Coppa UEFA con la Juventus, mi arrivò, in piena estate, una telefonata inaspettata, ma allo stesso tempo piacevole dell’Avvocato Luca Cordero di Montezemolo: “Sai Marco, ti devo parlare di una cosa che credo possa essere molto importante per te e per il Bologna, che come sai è sprofondato in Serie C… mi dica Avvocato – dissi io, molto incuriosito -… Un mio Carissimo Amico, il Dottor Gazzoni Frascara, ha appena comprato il BolognaFc rilevandolo dal fallimento ed ha un Progetto serio ed ambizioso per tornare il prima possibile in serie A e avrebbe piacere di fare due chiacchiere con te…”
Lusingato, sorpreso ed anche un po’ imbarazzato gli diedi subito la mia disponibilità, e così iniziò la mia storia con un Grande Presidente.
Subito mi colpì la sua classe, il suo stile, il suo “silenzioso” Carisma. Cominciarono gli incontri, nella sua azienda, insieme al suo braccio destro, il Sig. Soverini, per capire come fare ad unire in quel momento due Mondi così distanti ma allo stesso tempo così vicini (Mondo Juventus in Serie A e Mondo Bologna in Serie C). Ricordo bene i miei 26 anni, quelli di un ragazzo pieno di entusiasmo. Ricordo quale fosse stato il mio passato a Bologna qualche anno prima nonchè il mio presente professionale in quel momento. Ma, per la prima volta, provavo a guardare in faccia il mio Futuro. La scintilla scoppiò quando il Presidente mi fece capire quanto potessi essere importante per Lui e per la Città in quel momento, investendomi così di una grande responsabilità e, di fatto, consegnandomi il timone della squadra dicendomi: “Caro De Marchi, ho bisogno di un Capitano, vero e determinato”. Questa cosa mi folgorò!
I miei occhi si incrociarono coi suoi e da lì partimmo per un’incredibile e fantastica avventura con un solo ed unico obiettivo: la Serie A!
Fu un viaggio pazzesco con un’escalation di passaggi, poche volte deludenti e tantissimi invece straordinari.
Ricordo inoltre con immenso affetto le nostre telefonate durante i primi due anni nei quali sembrava quasi impossibile arrivare alla meta.
La sua umiltà nel voler conoscere un mondo, quello del calcio, assai complicato. La sua vicinanza alla squadra, sempre ed in ogni istante ed il suo modo fine ed educato nel trasmettere quei valori che ormai sono quasi spariti del tutto mi avevano completamente abbagliato… e poi… e poi… e poi…
Caro Presidente, sarebbero ancora tantissimi gli episodi da raccontare e chissà forse lo farò più avanti o forse li conserverò nel mio cuore, così come le lacrime che, in questo momento mi stanno solcando il viso e non mi permettono di continuare a scrivere oltre. Ogni lacrima ha dentro di se immagini indistruttibili che vivranno nel tempo.
Il nostro presente è il frutto del nostro passato. Gli eventi mi spingono ad un costante confronto con quest’ultimo ed il ricordo che porterò sempre con me, sarà quello di aver incontrato nel mio cammino, una persona davvero Speciale.

Caro Presidente, i bolognesi la ricorderanno in eterno ed io con loro, come Colui che ha lasciato una traccia indelebile in tutti i nostri cuori.

Grazie, Grazie davvero Presidente.


Il Suo Capitano
#DEMA5

110 anni del Bologna

 

 

 

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